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“E pregate che la vostra fuga non avvenga d’invern
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ARGOMENTO: “E pregate che la vostra fuga non avvenga d’invern

“E pregate che la vostra fuga non avvenga d’invern 23/04/2013 11:41 #8215

“E pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno” (Matteo 24:20) – Gesù descrive un uomo che, alzando il capo dal proprio lavoro in un campo, scorge l’esercito che avanza e non si attarda a prendere la propria veste. C’è poi un uomo sul tetto che, abbagliato dal luccichio degli elmi, si precipita per le scale e fugge sui monti. Una dopo l’altra le truppe del male avanzeranno, fin quando l’ultima lettera sarà adempiuta. Su tutto Egli ha posto il proprio sigillo: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. È tutto stabilito. Qual è quindi l’utilità della preghiera? La tua supplica può forse cambiare i piani dell’Altissimo? È possibile che il desiderio del debole essere umano riesca a capovolgere la parola dell’Onnipotente? Eppure queste parole sono state pronunciate da Gesù: “Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno”. Possiamo stare certi che c’è sempre spazio per la preghiera. Essa non è mai inutile. Per quanto le cose possano essere stabilite e fissate, rimane sempre una sfera nella quale la preghiera può operare. “Se è possibile, passi oltre da me questo calice”, pregò il Signore Gesù. Non fu possibile. Quel calice dovette essere bevuto fino all’ultima goccia. Non per questo quella supplica fu inutile: apparve, infatti, un angelo dal cielo per confortarlo. Paolo supplicò il Signore tre volte, eppure la spina nella carne rimase. Quelle preghiere furono dunque vane? No, la risposta venne, e non soltanto a parole, sotto le vesti di una dolce consolazione: “La mia grazia ti basta”. Andiamo quindi con piena fiducia al trono della grazia. Le compassioni celesti si muovono velocemente, al punto che la freccia della preghiera non è mai scoccata a vuoto e porterà sempre a terra delle benedizioni. Se non porta quel che chiediamo, ci donerà sempre ciò di cui abbiamo bisogno. Il secchio della preghiera non può essere calato nel profondo pozzo dell’amore di Dio e tornare vuoto. Il dolore a volte non ci viene evitato, ma la preghiera è sempre esaudita. Queste terribili cose devono accadere, tutti noi le tocchiamo con mano: dolore, tentazioni, malattia e morte. Ma, in mezzo a tutto ciò, la preghiera ha la propria sfera d’influenza. Mosè chiese: “Fammi vedere la tua gloria!”. Non era possibile. La preghiera fallì quindi il bersaglio? No, “L’Eterno gli rispose: ‘Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà’”. Sta’ sicuro di questo. Per quanto Egli possa negare la tua richiesta, rivelerà sempre la Sua bontà. www.assembleedidio.org/page/meditazione_v2.php
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Ringraziano per il messaggio: francotecnos, ferdy, anna rapa

Re: “E pregate che la vostra fuga non avvenga d’invern 21/01/2017 22:00 #11832

l'attualità, è agghiacciante quanto il freddo del gelo e della neve, non posso che ricordare questi versi per esprimere la mia solidarietà alle famiglie e comunità colpite dal terremoto, dai disagi della neve e del ghiaccio, del disastro di Rigopiano. Noi come credenti, preghiamo, perché, nelle braccia di un soccorritore, possa sempre trovarsi il "risveglio" di una vita strappata alla morte, consolazione di speranza. Un ringraziamento alle forze che hanno contribuito nelle emergenze.
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Ringraziano per il messaggio: stefano , nunziata
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