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ARGOMENTO: Giosuè

Re: Giosuè 13/08/2012 11:22 #4969

La consacrazione

Non è indispensabile avere una cerimonia pubblica e formale per confermare la volontà di Dio in ogni situazione o chiamata, ma quando il servizio è importante e pubblico, è saggio ed utile dare il dovuto onore alla volontà di Dio. Così nel caso di Giosuè, una comprensibile cerimonia pubblica fu decretata da Dio per rendere noto alla congregazione, in modo solenne, che Giosuè doveva essere il successore di Mosè quando egli sarebbe morto. Dio disse: E l’Eterno disse a Mosè: "Prenditi Giosuè, figliuolo di Nun, uomo in cui è lo spirito; poserai la tua mano su lui, 19 lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la radunanza, gli darai i tuoi ordini in loro presenza, 20 e lo farai partecipe della tua autorità, affinché tutta la radunanza dei figliuoli d’Israele gli obbedisca![ … ]! E Mosè fece come l’Eterno gli aveva ordinato" Nu 27:18-20,22. C’erano due parti principali di questa ordinazione; l’imposizione delle mani e l’incarico. I nostri servizi di ordinazione includono normalmente anche queste due parti.

L’imposizione delle mani. Una pubblica imposizione delle mani è una forma solenne per riconoscere una chiamata a un servizio di consacrazione a Dio. Può essere un momento molto significativo sia per la persona chiamata che per i presenti al servizio di ordinazione. Dobbiamo ricordare, comunque, che la pubblica imposizione delle mani, non determina una chiamata, la riconosce solamente in modo formale. È Dio che determina la chiamata. La nostra vocazione non è stabilita dagli uomini. Noi cerchiamo Dio nella preghiera e nella Sua Parola, per conoscere la Sua volontà verso la nostra chiamata. Quindi, mentre le pubbliche cerimonie di ordinazione sono appropriate, non sono necessarie, né per la determinazione, né per il compimento di una vocazione. Ci sono momenti in cui gli uomini veramente chiamati da Dio possono essere impopolari ai poteri forti e, pertanto, non si tiene una pubblica cerimonia che riconosca la chiamata. In quei momenti abbiamo bisogno di ricordare che l’approvazione principale indispensabile non è quella degli uomini, ma il riconoscimento di Dio.

La carica. In genere abbiamo un sermone o due per i nostri servizi di ordinazione. Spesso li chiamiamo "l’incarico per la comunità" e "l’incarico del candidato." Sono sermoni di esortazione, sia alla comunità, che per colui che si sta ordinando (spesso chiamato candidato al ministero). Nell’ordinamento di Giosuè, tali incarichi furono dati da Mosè. Deuteronomio 31 narra sia l’incarico che Mosè diede alla radunanza, che quello dato al candidato.

In primo luogo, l’incarico per la comunità. Il messaggio dato da Mosè alla congregazione, che viene ripetuto più volte in Deuteronomio 31 ha avuto almeno quattro punti:

(1) Mosè parlò del capo della congregazione. La comunità fu informata che Giosuè doveva essere il loro nuovo leader De 31:3. L’ordinazione denota la posizione di colui che si sta insediando.

(2) Mosè parlò della terra. Disse che Dio avrebbe dato la terra di Canaan agli israeliti, sotto la guida di Giosuè.

(3) Mosè parlò della vita che gli israeliti dovevano mostrare. Egli esortò il popolo dicendo "Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro" De 31:6. La loro vita ora non avrebbe dovuto essere piena di paura e di debolezza, ma di coraggio e forza.

(4) Mosè parlò del Signore".![ … ]!perché l’Eterno, il tuo Dio, è quegli che cammina teco; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà" De 31:6. Il messaggio sul Signore fu che li avrebbe aiutati ad avere il tipo di vita che aveva loro esortati a vivere.

Le congregazioni hanno bisogno di ascoltare la predicazione durante un culto di ordinamento, perché se non capiscono la chiamata di un ministro o il rispetto e lo seguono, l’opera non progredirà. Giosuè sarebbe stato un grande leader, ma gli israeliti dovevano seguirlo o non avrebbero sperimentato le benedizioni che Dio aveva in serbo per loro. Migliaia perirono nel deserto anche se Mosè era un eccellente leader, perché respinsero la sua chiamata, non lo rispettarono e seguirono.

In secondo luogo, l’incarico del candidato. Dopo essersi rivolto alla congregazione, Mosè parlò a Giosuè e "gli diede i suoi ordini, come l’Eterno aveva comandato per mezzo di Mosè" Nu 27:23. Gran parte di questo messaggio a Giosuè sarà ripetuto da Dio stesso, come vedremo nel prossimo capitolo. Notiamo tre punti principali nel messaggio di Mosè a Giosuè.


Mosè parlò dell’atteggiamento di Giosuè. "Poi Mosè chiamò Giosuè, e gli disse in presenza di tutto Israele: Sii forte e fatti animo![ … ]! non temere e non ti perdere d’animo" #De 31:7,8. Questa esortazione fu molto simile a quella che Dio diede agli israeliti, per come sarebbe dovuta essere la loro vita. Giosuè non doveva essere debole e pauroso, ma forte, coraggioso e risoluto.

(2) Mosè parlò dell’incarico di Giosuè. "Perché tu entrerai con questo popolo [come loro leader] nel paese che l’Eterno giurò ai loro padri di dar loro, e tu sarai quello che gliene darai il possesso" De 31:7. Bisogna ricordare ai predicatori il loro dovere quando si predica durante un culto di ordinazione. Molti predicatori dimostrano di non conoscere il loro dovere, oppure non vogliono farlo.

(3) Mosè parlò del sostegno che Giosuè avrebbe avuto nel compiere il suo incarico: "E l’Eterno cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà" De 31:8. Il messaggio di Mosè a Giosuè non minimizzò le difficoltà future, ma nemmeno la dinamica (la potenza di Dio) a portata di mano.

Mosè diede alcuni buoni messaggi durante il servizio di ordinazione di Giosuè. I predicatori che annunciano la Parola durante le cerimonie di ordinazione farebbero bene a usare le linee guida di Mosè. Considerando alcuni sermoni di insediamento pastorale, sarebbe un grande miglioramento.
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Re: Giosuè 13/08/2012 11:23 #4970

L’esordio del servizio

Gs 1:1-18

Il libro di Giosuè è un racconto della conquista di Canaan da parte d’Israele, sotto la Guida di Giosuè, successore di Mosè. Non è una storia dell’intera vita di Giosuè come qualcuno potrebbe pensare a causa del titolo del libro, ma è solo la storia della sua leadership di Israele come successore di Mosè, e di come abbia guidato Israele nel possedere la terra promessa. Alcuni episodi della storia della vita di Giosuè si trovano nei precedenti libri della Bibbia, così come nel libro di Giosuè, come abbiamo evidenziato nel nostro ultimo capitolo.

L’attività di Giosuè come leader di Israele è stato un compito molto difficile. Oltre a diventare il successore di Mosè, un’enorme attività di per sé, ha dovuto condurre Israele alla conquista di una terra che è stata piena di nazioni potenti e belligeranti tali da superare notevolmente gli Israeliti, anche nel loro numero. Ma come si è visto anche nel presente conflitto di Israele contro gli arabi, quando Dio è con il suo popolo, i numeri non contano. Dio può vincere facilmente contro uno, come contro un milione.

I racconti dell’esordio del compito di Giosuè come leader di Israele e come conquistatore di Canaan, introducono il libro di Giosuè e sono compresi nel primo capitolo di questo testo che prende il nome del grande generale di Israele. Per studiare l’esordio del dovere di Giosuè, prenderemo in considerazione il momento dell’esordio Gs 1:1,2, il mandato per l’esordio Gs 1:2-9 e la mobilitazione nell’esordio Gs 1:10-18.
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